Pensioni di invalidità: tagli fino al 58%

Pensioni-invaliditaUna delle novità che sta facendo discutere per la maggiore relativamente alle pensioni riguarda quelle di invalidità, che potrebbero subire, nelle idee di chi sta al governo, un taglio drastico (a seconda del reddito del ricevente).

In sostanza, se chi “gode” di una pensione di invalidità ha un reddito mensile che è superiore al minimo previsto per legge (nel 2016 di 501,89 €) , l’importo della pensione stessa potrebbe essere tagliato fino al 58%.

L’entità del taglio dipende dal tipo di lavoro che si svolge, se autonomo o dipendente:

i lavoratori autonomi perderebbero il 30% dell’importo che supera il minimo previsto per legge;
i dipendenti, invece, subirebbero un taglio del 50%.
In entrambi i casi, tuttavia, è previsto un taglio massimo pari al 30% del totale del proprio reddito.

Facciamo due calcoli per capire meglio le percentuali che abbiamo detto qui sopra.

Ipotizziamo che sia l’autonomo che il dipendente abbiano un reddito di 1.000 € al mese: al primo verrebbe tagliata una somma di 149,43 € (30% dell’eccedenza), al secondo di 249,05 € (50% dell’eccedenza).

I tagli più consistenti arrivano per coloro che hanno un reddito annuo maggiore di 26.000 € . In questo caso, se il reddito è compreso tra 26.098,28 € e 32.620,85 € , si ha un taglio del 25% soglia, se invece si ha un reddito superiore al massimo, il taglio sarà del 50%.

Si arriva al 58% di tagli prospettato in precedenza se l’invalido, ad esempio, svolge un lavoro da 33.000 € all’anno circa e prende una pensione di invalidità di 1.500 € al mese. In questo caso bisogna considerare un taglio del 50% dell’assegno, che pertanto scende a 750 € .

Inoltre, sulla differenza tra l’importo post-taglio e il minimo INPS (248,11 €) occorrerà pagare un altro 50% , circa 125 € , che porta il totale del taglio a 875 € , il che significa praticamente il 58% circa dell’importo originario della pensione di invalidità.

Sicuramente non una bella notizia per i pensionati di invalidità, che magari potevano contare su quella pensione per far fronte a spese quotidiane.

Il problema principale non è tanto per chi lavora, in quanto ha comunque un reddito alternativo, ma per chi, purtroppo, ha un’invalidità tale da non poter lavorare e fa conto solo ed esclusivamente sulla pensione per poter andare avanti.